Dal 2 febbraio 2026 entrano in vigore i CAM Edilizia 2025, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025, introducendo un aggiornamento rilevante per il settore delle costruzioni, della riqualificazione e del restauro dell’esistente.
Le principali novità
Tra le principali novità, l’inserimento del criterio obbligatorio 2.3.13 “Progettazione degli interventi di risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti”, che riconosce l’umidità capillare come una delle principali cause di degrado delle murature, di riduzione delle prestazioni energetiche e di perdita di durabilità degli edifici, in particolare nei piani terra e nei locali interrati.
I criteri CAM
Il nuovo criterio CAM definisce in modo esplicito l’obiettivo prestazionale da raggiungere: assenza di umidità di risalita, condizione ritenuta indispensabile per garantire la sostenibilità e la durabilità degli interventi edilizi. Viene così superato l’approccio basato su soluzioni correttive e superficiali, a favore di un percorso tecnico integrato e verificabile nel tempo.
Il criterio impone innanzitutto una diagnosi tecnica obbligatoria, finalizzata a individuare con precisione le reali cause del degra do murario, distinguendo tra umidità di risalita, infiltrazioni e fenomeni di condensazione, prima di procedere con qualsiasi intervento.
Le soluzioni adottate devono basarsi su tecnologie validate e materiali compatibili con le murature, evitando interventi temporanei che non agiscono sulla causa fisica del fenomeno.
È inoltre previsto che le verifiche sull’efficacia dell’intervento siano inserite nel Piano di Manutenzione dell’edificio, rafforzando il principio di controllo nel tempo e di durabilità dell’opera. Il criterio è obbligatorio per i progetti e i lavori edili pubblici, diventando di fatto un riferimento tecnico anche per il settore privato.
In questo quadro normativo, la Tecnologia CNT adottata da Domodry risponde in modo puntuale ai requisiti del criterio 2.3.13. La CNT è una tecnologia non invasiva, progettata per eliminare definitivamente l’umidità di risalita capillare, intervenendo sulla causa del fenomeno e consentendo l’asciugatura progressiva e stabile delle murature.

La sua efficacia è supportata da una validazione scientifica sviluppata in partenariato universitario, da migliaia di applicazioni su edifici storici, civili e monumentali e da monitoraggi che confermano nel tempo i risultati ottenuti. L’intervento CNT si inserisce in una metodologia strutturata che accompagna l’edificio dalla diagnosi iniziale fino alla verifica finale, in piena coerenza con l’impostazione richiesta dai nuovi CAM.
Il criterio CAM 2.3.13 risponde anche alla necessità di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, poiché la presenza di umidità nelle murature compromette le prestazioni dell’involucro edilizio e riduce l’efficacia degli interventi di isolamento. Eliminare l’umidità di risalita significa quindi preservare il patrimonio architettonico, garantire ambienti indoor più salubri e rendere realmente efficaci gli interventi di riqualificazione energetica.
Con l’entrata in vigore dei CAM Edilizia 2025, progettisti, imprese e stazioni appaltanti sono chiamati a valutare con maggiore attenzione le soluzioni adottate per il risanamento dall’umidità di risalita, privilegiando approcci scientifici, misurabili e duraturi. Domodry si propone come partner tecnico qualificato, in grado di supportare l’intero processo di intervento in linea con il nuovo criterio CAM.
Per approfondire il funzionamento della Tecnologia CNT, è possibile consultare le sezioni di approfondimento del sito Domodry.



